Apple: la mela è bacata?

Un'altra tegola sull'immagine di Apple. A dire la verità è la meno pesante dopo lo scandalo delle condizioni di lavoro nella fabbrica della Foxconn nel Guangdong in Cina. Un'indagine era in corso presso la corte di San Josè California su accordi illegali tra Apple e Google che aggirerebbero le norme statunitensi in materia di concorrenza. Un giudice ha ritenuto fondate le accuse di quanti asserivano che Apple e Google avevano stretto un accordo per non farsi concorrenza in materia di assunzioni. In pratica nel 2005 le due major stringono un accordo per mettere fine alla guerra delle assunzioni, combattuta a colpi di stipendi sempre più alti offerti alle menti migliori.
Questo e lo scandalo ben più serio riguardante gli operai cinesi morti per incidenti, ammalati a causa di inesistenti tutele contro i prodotti nocivi usati per produrre ipad e iphone, o ancora suicidi per protestare contro massacranti turni di lavoro. Gettano un'ombra e ci ricordano che semplicemente anche questi prodotti così belli e amati dai consumatori, così trendy, nascondono politiche di produzione e contenimento dei costi che passano sopra ogni altra considerazione che sia il rispetto dell'ambiente come il rispetto della dignità e della vita umana.
A poco valgono le frettolose precisazioni della Apple riguardo l'esistenza di un codice di garanzia interno che impone ad ogni fornitore comportamenti etici, il problema esiste (e non è certo solo di Apple).
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